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ORNELLA STEFANETTI

Allieva costante, silenziosa, appassionata Ornella Stefanetti, Un impegno di zelo, di scrupolo. Un fperseverante gioco forza, ferrea volontà. E’ nella sua natura raccogliere i frutti dal contendere delle sue sfide e di questo è impregnata la sua personalità pittorica, il suo esprimersi ed il suo pathos.
Misura sé stessa nella trasposizione visiva; un rimando fra romanticismo e realtà: il nudo alla finestra (RISVEGLIO), ne è il simbolo ed il verismo; emblema di richiamo al concetto di amore rivolto alla finestra, uno sguardo nell’infinito come richiamo alla memoria. La sublimazione si coniuga e si dispone nell’intima contemplazione di un ricordo.

La struttura del corpo della donna, una sensualità quasi gridata, partecipativa, assunta in una efficace e modulata plasticità contrapposta dalla trasparenza e dalla leggerezza della tenda, essa accentua il dualismo: veridicità e sentimento, sentimento celato e vissuto nei ricordi, tra le pieghe del tempo. Intimità dichiarata.


Un’assopita timidezza che avvolge la musicalità del segno nel nudo sdraiato. Una sensualità raccolta castigata ed attesa di essere giocata, assaporata nella poetica dei sensi. Una rarefazione della poesia. Una sottile, se pur accennata, astrazione.
Nell’opera dei FIORI non è astratto assoluto , perché Ornella, recupera l sua concretezza e la guida e la fonde con la sua anima. Un aspetto, che la pittrice vive, nel senso più riposto: a un tempo sospeso. Il linguaggio, la percezione compositiva, il fondo e la figurazione, si armonizzano in un rapporto d’amore.


Nella sensibile visione dell’intensità, nel cromatismo, si snoda il gioco compositivo dei limoni: depositati lievemente nel panno bianco. L’opera assume uno spessore poetico. I limoni sono inclini ad un invito, non a raccoglierli, ma ad entrare nell’intima sostanza della sua anima.
L’impulso vitale, la liricità, il richiamo alla conservazione e la gestualità nello strappo nell’aprire quel cartoccio. Un’offerta di musicalità e di colore, una dilatazione, uno sgravio ed un parto di più elementi, fanno di quel cartoccio una ricchezza di emozioni.


La struttura quasi cubistica dell’ involucro, sino a sembrare una rivelazione nelle pieghe, fa fatica antropologica.


E’ così che si esprime la nostra pittrice: istintiva nella scelta dei contenuti e tuttavia efficace nella struttura formale.


GILBERTO CARPO

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Lago d’Orta
Olio su tela 40x60 - anno 2006

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Fiori
Olio su tela 50x100 - anno 2009

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particolare "Fiori"

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Cartoccio
Olio su tela 70x50 - anno 2009

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Limoni
Olio su tela 70x50 - anno 2005

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Foglie
Olio su tela 30x40 - anno 2011

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Donna a faccia in giù
Olio su tela 70x50 - anno 2009

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Donna e limoni
Olio su tela 60x80 - anno 2010

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Mattino
Olio su tela 100x80 - anno 2008

 
     

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